OGNI PASSIONE SPENTA
Questo numero di Sottotiro, nono
della serie, sesto delle edizioni dei Viandanti, è assolutamente inutile. Non è una
novità, lo erano anche gli altri. Ma questo è diverso. Cè di più. È infatti
assolutamente inutile non solo negli esiti, come i precedenti, ma già negli intenti. È
quindi animato da una nuova consapevolezza. Vuole essere inutile, a tutti
gli effetti. Non influirà sul PIL, né su quello nazionale né tantomeno su quello
privato dei redattori, non aprirà inediti orizzonti, non favorirà scambi culturali e non
cementerà vecchie amicizie. Rinuncia in partenza a qualsivoglia ambizione polemica o
letteraria, e a dire il vero per ottenere tutto ciò non è stato necessario un grosso
sacrificio, è bastato continuare sulla vecchia linea.
Che bisogno cera allora di questa
dichiarazione, se nella sostanza non è cambiato niente? Beh, intanto urgeva la necessità
di un editoriale: la regola è questa e una chiave di lettura occorre pur darla. E poi
cè il fatto della scommessa. Questo numero nasce, a distanza di tre anni
dallultimo uscito, solo in risposta ad una scommessa. Ci eravamo ripromessi di
arrivare sino a dieci, ci sembrava il minimo perché una rivista potesse ambire ad una
presenza "storica". Non ce labbiamo fatta. Non
siamo stati sorretti da sufficiente spirito, o forse siamo rimasti ingenuamente delusi
dallassenza di un qualsivoglia riscontro, o semplicemente non ci divertivamo più.
Sta di fatto che abbiamo finito per parlarne sempre più raramente, dando per scontato che
era finita unepoca, o più modestamente il momento magico .dei Viandanti delle
Nebbie. Ma le scommesse vanno onorate, prima di tutto quelle con se stessi, se si vuol
mantenere un minimo di autostima; e quindi il tarlo ha continuato a lavorare, in tutti
questi anni, e a non dare pace. Ed ecco il risultato, lormai dato per disperso
numero nove. Il Nove sarà dunque solo la penultima rata, pagata oltre scadenza, di un
debito che avevamo contratto con noi stessi sei anni fa (e pare un secolo) e che
intendiamo estinguere. Non vuole dimostrare niente, non vuole fingere che siano ancora in
vita sodalizi e sentimenti e speranze che semplicemente, senza drammi, hanno lasciato il
posto ad altro. Ci siamo ancora divertiti a farlo, crediamo che qualche attimo di piacere
la lettura di queste pagine possa regalarlo, senza sottrarne alla conoscenza (quale?). E
questo ci basta per promettere che un giorno, forse tra altri tre anni, o invece solo fra
tre mesi, comparirà anche il fatidico dieci. Che sarà magari uno speciale, denso di
stimoli e di ricordi e di esperienze nuove; oppure, più realisticamente, un numero di
commiato. Mesto, solitario e definitivo.