L’opera, imperitura testimonianza di una
realtà superiore, ha un valore che prescinde dall’identità di colui che, in
veste di artista, è in realtà solo un tramite fra l’assoluto e il mondo umano.
L’artista dà voce, è strumento di comunicazione passivo, caduco, corruttibile.
Solo la realtà materiale frutto della creazione divina possiede il dono
dell’oggettività imperitura, capace di sfidare gli strali del tempo, eterna e
luminosa.
Il Tao degli
“Artisti per Fede” è specchio di questa verità disvelatrice. Le opere, con la
loro greve presenza, sono capaci di squarciare il Velo di Maia che ci separa
dall’illuminazione.
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