Quello che genericamente chiamiamo amore consiste nella condivisione di quattro A fondamentali: attrazione, affetto, argomenti, amicizie. E’ sufficiente che venga meno uno di questi fattori perché l’amore sfumi. Ma in genere è il primo a risultare determinante. Nel momento in cui cade l’attrazione, l’affetto residuo non ha più nulla a che vedere con l’amore, appartiene all’ordine della simpatia, magari della stima, della consuetudine e dell’abitudine. Allo stesso modo diventa impossibile trovare argomenti capaci di legare: manca la dimensione fondamentale, quella della progettualità. Diventa impossibile progettare qualcosa per il futuro, a lunga o a breve scadenza. Non ha più senso, non è più sorretto dalla voglia di stare assieme, di essere vicini, dal desiderio reciproco. E nemmeno è possibile parlare della quotidianità, se non di quella trita, di quella occasionale o di quella che non presenta, in questa situazione, alcun interesse per uno dei due interlocutori. Vengono a mancare gli argomenti veri, quelli che presuppongono una complicità, un’apertura totale dell’uno verso l’altro, la percezione di un interesse genuino, sincero, aperto da parte di entrambi.
Diventa problematico anche mantenere le amicizie comuni, di coppia, rispetto alle quali si è appunto un insieme solidale, anche nella diversità dei punti di vista sostenuti magari nelle discussioni. Ci si presenta come singoli, e si rompe la regola del gioco. E si finisce ben presto per non desiderare nemmeno più la frequentazione.